Il Kosovo è Serbia
Valerija Brkljac | 07/08/2008
Valerija Brkljac riporta ai suoi lettori un articolo curioso sui Serbi. Ecco solo un breve accenno. Per leggerlo integralmente bisogna andare sul sito: zampa.net
Mentre siete in attesa dei nuovi articoli, ecco per voi un articolo curioso che ci racconta una storia che riguarda i serbi, diversa dalle solite che si possono trovare oggigiorno. Magari aiuta a rendere più comprensibile "il senso di grandezza" dei serbi, interpretata sempre nei limiti della visione politica, mentre la sua vera origine è proprio nel bagaglio culturale, dove bisogna cercarla.
L'articolo che segue è stato ripreso dal sito www.arriannaeditrice.it , con la gentile concessione scritta da parte di Arianna Editrice, che fa parte del gruppo Macro dal 2005.
data: 2008-08-07, ore: 17:27:18
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Il Kosovo è Serbia, la Serbia è Europa
di Dragan Mraovic - 22/05/2008
Fonte:
Rinascita [scheda fonte]
L’imperatore
Marco Aurelio Probo (276-282), celebre vincitore di barbari e
usurpatori, nato nel 232 in una tenuta poco distante da Sirmio in
Serbia, piantò personalmente delle viti di alta qualità sui vicini
colli di Fruska gora (Alma Mensa) a nord-ovest da Belgrado e poi presso
Smederevo (Mon Aureus) a est dalla capitale. Nacquero così le prime
vigne in Serbia. ( ... )
La Serbia è stata la patria di ben sedici
imperatori romani: Traiano Decio (Caius Messius Quintus Decius),
Claudio II il Gotico (Marcus Aurelius Claudius), Aureliano (L. Domitius
Aurelianus), Probo (M. Aurelius Probus), Massimiliano Erculio (M.
Aurelius Maximianus), Costanzo Cloro (Caius Flavius Valerianus
Constantinus), Galerio (Gaius Valerius Maximianus Galerius), Massimino
Daia (Galerio Valerio Daia), Flavio Severo (Flavio Severo), Constantino
il Grande (Flavius Valerius Constantinus), Licinio (Valerius Licinianus
Licinius), Costanzo II (Iulius Flavius Constantinus), Vetranione,
Gioviano (nato a Belgrado), Graziano, Costanzo III. (...)
Quasi cinque secoli di massacrante e
distruttiva occupazione islamica non sono riusciti a soffocare lo
spirito cristiano, le tradizioni europee e antiche nel popolo serbo,
che nel 1389 ha svolto la funzione di ultimo baluardo contro la
penetrazione degli ottomani e si è sacrificate a difesa dell’Europa
nella famosa battaglia del Kosovo. (...)
La Serbia ha attinto
le sue basi culturali e cristiane non solo dall’Impero romano, ma anche
da quello che è rimasto dell’impero romano dopo Constantino il Grande
dopo la suddivisione dell’impero romano in impero d’oriente e impero
d’occidente. Inoltre ha attinto dal grande pozzo della Grecia antica,
infatti l’alfabeto cirillico serbo, si basa sull’alfabeto greco.
L’impero
serbo si estendeva dal Danubio al Peloponneso nel XIV secolo e la
nazione serba era una delle più floride del primo medioevo, ma è poi
svanita nel nulla dopo la plurisecolare occupazione turca. (...)
La cultura e la civiltà serba sono nate
nel sud della Serbia. Il sud della Serbia è la provincia del Kosovo e
Metohia. In quella piccola provincia c’erano più di 1300 chiese e
monasteri cristiano-ortodossi costruiti sopratutto dall’XI secolo in
poi. C’erano perché dopo l’occupazione della Nato, dopo il 1999, la
maggior parte di questi templi sono stati distrutti dai secessionisti e
terroristi albanesi del Kosovo con la benedizione della Nato stessa. Il
Vaticano e il papa non si sono mai espressi contro queste distruzioni
dei templi cristiani. (...)
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L’imperatore Marco Aurelio Probo (276-282), celebre vincitore di barbari e usurpatori, nato nel 232 in una tenuta poco distante da Sirmio in Serbia, piantò personalmente delle viti di alta qualità sui vicini colli di Fruska gora (Alma Mensa) a nord-ovest da Belgrado e poi presso Smederevo (Mon Aureus) a est dalla capitale. Nacquero così le prime vigne in Serbia. ( ... )
Quasi cinque secoli di massacrante e distruttiva occupazione islamica non sono riusciti a soffocare lo spirito cristiano, le tradizioni europee e antiche nel popolo serbo, che nel 1389 ha svolto la funzione di ultimo baluardo contro la penetrazione degli ottomani e si è sacrificate a difesa dell’Europa nella famosa battaglia del Kosovo. (...)
La Serbia ha attinto
le sue basi culturali e cristiane non solo dall’Impero romano, ma anche
da quello che è rimasto dell’impero romano dopo Constantino il Grande
dopo la suddivisione dell’impero romano in impero d’oriente e impero
d’occidente. Inoltre ha attinto dal grande pozzo della Grecia antica,
infatti l’alfabeto cirillico serbo, si basa sull’alfabeto greco.
L’impero
serbo si estendeva dal Danubio al Peloponneso nel XIV secolo e la
nazione serba era una delle più floride del primo medioevo, ma è poi
svanita nel nulla dopo la plurisecolare occupazione turca. (...)
La cultura e la civiltà serba sono nate
nel sud della Serbia. Il sud della Serbia è la provincia del Kosovo e
Metohia. In quella piccola provincia c’erano più di 1300 chiese e
monasteri cristiano-ortodossi costruiti sopratutto dall’XI secolo in
poi. C’erano perché dopo l’occupazione della Nato, dopo il 1999, la
maggior parte di questi templi sono stati distrutti dai secessionisti e
terroristi albanesi del Kosovo con la benedizione della Nato stessa. Il
Vaticano e il papa non si sono mai espressi contro queste distruzioni
dei templi cristiani. (...)









anonimo
23/10/2008 - 00:24
KOSOVA E' DEGLI ALBANESI
DA' LA NAUSEA!
UNA VERGOGNA PER CHI HA IL CORAGGIO DI FAR PASSARE GLI IMPERATORI ILIRI COME SUOI, CHE SONO ARRIVATI SOLO DAL VII SECOLO DOPO CRISTO IN POI, INVADENDO TUTTO CIO' CHE TROVAVANO.
FA ANCHE RIDERE DAVVERO E ANCHE PATETICO!
SONO VENTI GLI IMPERATORI CHE L'ILIRIA HA DATO ALL'IMPERO ROMANO, L'ILIRIA, LA TERRA MILLENARIA DEGLI ALBANESI DI OGGI.
GLI ALBANESI STESSI COME CRISTIANI SECOLARI (PRIMA DELL'ARRIVO DEGLI OTTOMANI) HANNO COSTRUITO MOLTE CHIESE CRITIANE PERCHE' ERA QUELLA LA LORO RELIGIONE, CHE I SERBI VERGOGNOSAMENTE NEGANO.
MOLTI LUOGHI PRENDONO IL NOME DEGLI INVASORI, MA QUESTO NON SIGNIFICA LA LEGGITTIMITA' DI QUELLI SU QUESTI LUOGHI, QUESTA E' L'UNICA TESI CHE I SERBI USANO.
KOSOVA E' E RIMARRA' TERRA DEGLI ALBANESI
LA STORIA NON E'OPINIONE. TUTTO IL MONDO LO SA!