Striscia bocciato in tribunale. Colpo basso per il programma di Canale 5. Nulla la...

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LA NUOVA SARDEGNA 26/9/08
‘Striscia’ bocciato in tribunale
Colpo basso per il programma di Canale 5
Nulla la querela presentata contro ‘Telefono Antiplagio’

CAGLIARI. Per Piersilvio Berlusconi e per il notissimo regista e autore televisivo Antonio Ricci è arrivata una brutta notizia dal tribunale penale cagliaritano: il processo per diffamazione a mezzo stampa che vedeva imputati il fondatore e il presidente di ‘Telefono Antiplagio’ Giovanni Panunzio e Alfredo Barrago si è concluso con un non luogo a procedere per un errore contenuto nella procura speciale conferita al legale delle parti offese Stefano Longhini. Tecnicamente mancava la querela, quindi il giudice Maria Gabriella Muscas non è neppure entrata nel merito della vicenda.
Panunzio e Barrago erano accusati - sulla base della querela presentata da Berlusconi e Ricci - di aver sostenuto in un comunicato stampa del 22 settembre 2002 che la trasmissione ‘Striscia la notizia’ aveva subìto una condanna per pubblicità ingannevole dall’Autorità antitrust. Ma alla seconda udienza del dibattimento i difensori Luigi Concas e Pasquale Dessalvi hanno eccepito davanti al giudice Maria Gabriella Muscas l’incompletezza della procura firmata dai querelanti al proprio legale perchè il documento non conteneva l’oggetto della querela e neppure il fatto cui era riferita. Il giudice ne ha preso atto e dopo una rapida camera di consiglio ha dato ragione ai difensori, dichiarando il non luogo a procedere per mancanza di querela. Questa formula non ammette ricorso in appello, quindi il processo penale è chiuso. A Berlusconi e Ricci non resta neppure la possibilità di citare a giudizio civile Panunzio e Barrago perchè in assenza di una querela valida i termini di prescrizione sono di cinque anni: il fatto è del 2002, quindi sono ampiamente scaduti. Peraltro Panunzio e Barrago si sono sempre difesi affermando di aver semplicemente ripreso nel loro comunicato una notizia diffusa dall’Ansa. Ma se fossero innocenti o colpevoli non sarà mai stabilito in una sentenza. La condanna dell’Antitrust al centro del processo avrebbe riguardato la telepromozione di un preparato omeopatico a base di fiori di Bach considerato prodigioso, col Gabibbo e le veline di ‘Striscia’ nelle vesti di testimonial. ‘Telefono Antiplagio’ aveva denunciato il fatto, sostenendo che gli spot andati in onda sulla rete Mediaset erano ingannevoli. Ma il responsabile della trasmissione ha sostenuto nell’atto di querela di non aver mai subìto alcuna condanna da parte dell’Antitrust. Nella procura speciale conferita all’avvocato Longhini mancavano però elementi che secondo il diritto processuale sono indispensabili, pena la nullità dell’atto. E quando l’avvocato Concas si è trovato in mano il documento il suo occhio esperto ha colto subito l’anomalia: subito un’istanza al giudice perchè dichiarasse l’improcedibilità della querela, cosa che è avvenuta. «Striscia la notizia sostiene di non aver mai querelato nessuno - è il commento di Giovanni Panunzio - ma a quanto pare la sola eccezione è rappresentata dal ‘Telefono Antiplagio’. I documenti sono a disposizione, il tg umoristico di Canale 5 ci ha citato in questa e in altre quattro circostanze, tre in sede penale e una in sede civile».
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