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Chi va piano va sano e va multato

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Chi va piano va sano e va multato

Sanzioni sulla Cristoforo Colombo per “difetto di velocità”. Marinelli (Italia dei Diritti): Anziché sfiorare il ridicolo, meglio sarebbe predisporre l’«onda verde» con semafori intelligenti”

Roma, 29 ottobre 2008 – Anche la velocità ridotta può essere motivo di contravvenzione. Succede sulla Cristoforo Colombo all’altezza dello svincolo per via di Mezzocamino dove solitamente è collocato l’autovelox per quegli automobilisti che oltrepassano il limite di velocità consentito di <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /> 80 chilometri orari. Ma la novità è che anche se si procede al di sotto di tale limite si può incorrere nella multa per “difetto di velocità” riscontrato a discrezione dei vigili (considerato che non esiste la prova fotografica dell’autovelox) e successivamente notificato al “prudente” trasgressore. La motivazione, a detta dei responsabili del Git (Gruppo intervento traffico) è la seguente: andare troppo lentamente intralcia la circolazione e crea pericolo per i mezzi che seguono il “veicolo-lumaca”. Tuttavia il principio per evitare i 47 euro della sanzione è piuttosto labile e arbitrario: procedere né troppo forte né troppo piano.

“L’amministrazione capitolina prende sempre più velocità per essere proiettata verso il ridicolo” afferma Vittorio Marinelli, responsabile del movimento Italia dei Diritti per la Regione Lazio. “Di fronte alla paralisi del traffico di Roma – continua Marinelli – il richiamo ai limiti minimi di velocità appare grottesco, soprattutto in virtù di quelli presenti in diverse strade di ingresso alla capitale dove sono calibrati sulle esigenze di una velocità irragionevole”. In riferimento alle motivazioni addotte dai responsabili del Git, l’esponente dell’Italia dei Diritti solleva un altro problema: “Anziché fare dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, meglio farebbero a predisporre l’«onda verde» con semafori intelligenti. Chi percorre la Colombo o altre strade simili assiste ad una mancanza di sincronizzazione tra gli impianti semaforici”. Un esempio esplicito di questa disfunzione sono i tre semafori posti di fronte allo Stadio Olimpico in quel breve tratto di strada che porta a Ponte Milvio dove si impiegano circa 10 minuti. “Per rendersi conto di quanto sia demenziale la situazione – incalza Marinelli – basti pensare che dall’Eur alle Terme di Caracalla i romani si fermano mediamente 10-15 volte”.

Pur riconoscendo l’effettiva presenza nel codice della strada di norme contro le basse velocità secondo Marinelli “sarebbe necessario ridefinire l’intero sistema relativo alle velocità medie che avrebbe vantaggi per l’ambiente, per la salute degli automobilisti costretti a continui «stop and go» e per l’immagine della città di continuo vilipesa”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetti Stampa

Silvestro Bellobono – Daniela Pierpaoli

Capo Ufficio Stampa

Valentina Lombardi

Via Virginia Agnelli, 89 – 00151 Roma

Tel. 06-97606564; cell. 347-7463784

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