Ricordate il Generale Lee del telefilm Hazzard? Quella era una Dodge Charger R/T del 1969. Un'auto storica, leader di quel tipo di vetture che in america definiscono muscle car, ossia auto con motori potentissimi montate sotto cofani più lunghi della media e dalle linee squadrate ed aggressive. La Charger fu prodotta a partire dal 1966. In realtà la casa americana decise di proporre un primo modello per rispondere alla Pontiac GTO che aveva dato vita al mercato delle muscle car. In Dodge non erano convinti della commerciabilità in serie di quel tipo di auto, così presentarono un primo modello molto simile alla Plymouth Barracuda per sondare il terreno. Solo in seguito all'enorme successo, decisero di iniziare la produzione in serie ed in poco tempo la Charger divenne il modello di punta della Dodge. Negli anni ne sono state proposte molte versioni, fino ad arrivare a quella attuale che ha perso completamente la linea e lo spirito delle antenate per aggredire il mercato delle berline. In commercio solo per il mercato americano, la Charger attuale viene offerta in motorizzazioni poco appetibili per il mercato europeo per via delle alte motorizzazioni. Due motori. Il primo è un 3.6 litri V6 VVT. Doppio albero a camme in testa, il nuovo V6 Pentastar sviluppa una potenza di 294 cv. Poi c'è lo storico 5.7 litri V8 HEMI, oggi montato sulla Charger R/T. In questo caso la potenza è di ben 375 cv. Nell'ultima versione è stato aggiunto il Super Trac Pack, un cambio automatico di fabbricazione Chrysler che ottimizza i rapporti di cambio. La R/T supera agevolmente i 240 Km/h ed è in grado di accelerare da 0 a 100 Km/h in meno di 6 secondi. Monta due barre stabilizzatrici indipendenti, anteriori e posteriori e quattro ruote in lega da 19 pollici. Migliorato anche l'impianto frenante con due dischi maggiorati da 345 e 320 mm.
Aspetti positivi
Linea
Motore
Aspetti negativi
Consumi
Il mio parere
Come nella migliore tradizione delle muscle car, la Dodge Charger ha nel motore la propria arma in più. Forte, dinamico, ma dai consumi eccessivi per un mercato come quello italiano, dove il costo della benzina è in continuo aumento. Paradossalmente la Dodge ha abbandonato le linee "americane" squadrate, per una maggior armonizzazione di stile europeo. L'influenza della Fiat inizia a farsi sentire e chissà che non siano previsti a breve motori adatti per il mercato italiano.

