Quando parliamo di protezione in campo motociclistico pensiamo immediatamente a quanto sia...
Quando parliamo di protezione in campo motociclistico pensiamo immediatamente a quanto sia rischioso muoversi sulle due ruote e che il buon motociclista debba necessariamente munirsi di un buon numero di protezioni al fine di potersi tutelare da eventuali cadute, ma non solo.
Sebbene il rischio di finire a terra quando si va in moto sia sempre presente, esistono altri rischi da non sottovalutare: possiamo prendere in considerazione ad esempio le punture di insetti o le scottature dovute a contatto accidentale con parti roventi del motociclo, la possibilità di essere colpiti da oggetti in movimento (es. sassi) e, molto più candidamente il rischio di prendere il cosiddetto colpo d’aria o il classico acquazzone.
Come si vede il panorama non si limita alla semplice scivolata anche se occorre dire che molte delle protezioni nate per tutelarsi dalle cadute svolgono egregiamente il loro lavoro anche per gli altri tipi di insidie. L’elemento protettivo per antonomasia è la tuta in pelle da motociclista, non a caso è l’unico indumento consentito nelle competizioni motociclistiche in abbinamento al casco (integrale). La tuta è realizzata in pelle bovina con spessore 2mm, raramente in pelle di canguro e rappresenta una barriera efficace in primo luogo contro le abrasioni da scivolamento, ma anche dal freddo e dagli insetti. Contro l’acqua purtroppo la protezione è efficace solo per piovute leggere. La tuta si caratterizza anche per la presenza di inserti plastici o in materiali compositi nei punti più delicati quali gomiti, spalle, ginocchia al fine di aumentarne il livello protettivo. A completare la vestizione sono i guanti, anch’essi dotati di inserti protettivi supplementari e di prese d’aria per rendere più confortevole la guida e gli stivali. Da non sottovalutare la “conchiglia paraschiena” utilissima per fornire una protezione supplementare alla colonna vertebrale. Le versioni più costose affiancano a questa protezione una fascia addominale lombare elastica che, pur risultando scomoda all’inizio fornisce invece un ottimo aiuto sulle grandi percorrenze alleviando l’affaticamento della fascia muscolare lombare.
Non potevamo certo dimenticarci del collo, la protezione più classica è la bandana anche se si possono trovare tubolari in pile che svolgono l’azione protettiva più efficacemente. La zona collo non è da sottovalutare, nemici più insidiosi tra quelli elencati sono il freddo e le punture d’insetto, quest’ultime particolarmente pericolose in una zona del corpo ricca di vasi sanguigni.
Ultimo, ma non per ordine di importanza, è il casco, nella sua versione integrale o jet, senza la mentoniera, oppure nelle versioni a mentoniera sollevabile. Il casco ci protegge da tutto: freddo, acqua, insetti, oggetti e cadute, soprattutto protegge la parte più importante del nostro corpo umano che è la testa!